CALTANISSETTA FA QUATTRU QUARTERI,

LA MEGLIU GIUVINTU' LI SURFARARA.

LA DUMINICA SU'TUTTI CU DINARI,

A LU LUNI A LA PIRRERA HANNU A CALARI.

C'UN TINTU PANI E N'AFFLITTA LUMERA 

TUTTA LA SIMANEDDA HANNU A PASSARI. 


PARLARE DI CIBO A CALTANISSETTA , PARLARE DI ODORI E SAPORI ... IL VIAGGIO NON PUO' CHE

PARTIRE DAL MERCATO STRATA FOGLIA . IL MERCATO , SORTO ALLA FINE DEL XVIII SEC , SITO ANCORA

IN VIA CONSULTORE BENINTENDI PRESSO IL QUARTIERE SAN ROCCO DOVE UN TEMPO ERANO

UBICATE LE ABITAZIONI DEI RICCHI IMPRENDITORI , E' DESTINATO PREVALENTEMENTE ALL'AGRO

ALIMENTARE , DOVE I VENDITORI DI FRUTTI E VERDURE ESPONGONO LA LORO MERCE IN GRANDE

STILE E LA PROMUOVONO CON UN VOCIARE CARATTERISTICO E ATTRAENTE . ORIGINARIAMENTE ERA

DESTINATO ALLA VENDITA DELLE ERBE SELVATICHE SVOLTA DAI FOGLI AMARA , OGGI RIUNITI IN

CONGREGAZIONE E ACCOMPAGNATORI DEI VOTI DELLA PROCESSIONE DEL CRISTO NERO CHE SI

TIENE IL VENERDI SANTO. E' , SGOMBRATO IL CAPO DA STEREOTOPIE DEL TIPICO, PROPRIO BASE DI


ERBE SELVATICHE ERA LA CUCINA PRORPIO DEL POPOLO NISSENO CHE NON CONOSCEVA CARNE NE

' PRELIBATEZZE , MA SEMPLICI CIBI A BASE DI FARINACEI E, APPUNTO, VEGETALI . ALTRA COSA ERA LA

CUCINA DEI NOBILI E RICCHI PROPRIETARI .... 

SOPRATUTTO DURANTE LA STAGIONE STORICA DELLE MINIERE DI ZOLFO ( CONCLUSASI INTORNO AGLI

ANNI '60 DEL XX SECOLO) , SULLA TAVOLA PREVALEVANO CIBI POVERI E CARNI DA SEMPRE


DESTINATE ALLE MENSE SUBALTERNE ( OVINI , FRATTAGLIE DI BOVINI , RESIDUI DI SUINI) . PRINCIPE DI

QUESTI PASTI ERA IL PANE PANIFICATO IL SABATO DALLE DONNE DI CASA E ACCOMPAGNATO DA UN

CUMPANA'GGIU , CIOE' , IN GENERE , VERDURE , UOVA SODE, OLIVE, SARDE SALATE . IN MOLTI

RICORDANO CON NOSTALGIA E ACUOLINA IL BRODO CONSUMATO NEI GRANDI CALDERONI FUMANTI

 DELLE CIRCA TRENTA PUTI'E DI VINU CHE POPOLAVANO IL CENTRO STORICO . SE NE ARRIVARONO A

CONTARE UNA TRENTINA INDICATE ALL'ESTERNO DA FOGLI DI ALLORO O BOTTI.   

MA IL TRIIONFODELLA TAVOLA  ( E DELLA LIBERTA') ERA, PER I SURFARARA, LO SCHITI'CCHIU DEL

SABATO SERA. DAL CRUDO AL COTTO , DAL SECCO ALLA ROBBACOTTA . ED ECCO CHE LA PUTI'A

,SVAGO PRETTAMENTE MASCHILE , DIVENTAVA LUOGO UN CONSUMO SMODATO DI CIBI VOLTAMENTE

PICCANTI O SALATI ( CICIRI , ILATINA, CARDUNA AULIVI , E PASSULUNA , TUMAZZU , VRINA , ZIRENU ,

LATTUNIDDU , TRIPPA A STRICASALI , CARCAGNOLA , TISTUZZI, STIGLIOLI, CRASTAGNIDDU, PURPETTI

DI PANI, ECC...) QUASI A GIUSTIFICARE IL SUCCESSIVO FIUME DI VINO , CON CUI GLI OPERAI SI

DEDICAVANO AI CANTI E AL GIOCO DELLA PASSATELLA ( LU TOCCU) CON CONSEGUENTE

UBRIACATURA ED EVENTUALE RISSA . 

LA CUCINA DOMESTICA PREVEDEVA SISTEMI DI COTTURA OGGI IN DISUSO E LEGATI ALLE PRATICHE DI

RISCALDAMENTO DELLA CASA : NELLE STUFE SI PONEVANO SOTTO LA CENERE UOVA , PATATE ,

CARCIOFI , ECC. AL PANE DI GRANO DURO, UN TEMPO PANIFICATO IN OGNI CASA, SI

ACCOMPAGNAVANO PRODOTTI IN CONSERVA ( CHIAPPI DI POMODORO , OLIVE , CAPPERI , MELENZANE,

ECC.) , UOVA , LEGUMI . LA PASTA SI PREPARAVA IN CASA E I FORMATI PIU' DIFFUSI ERANO CAVATIDDI

 E MACCARRUNA . 

PIATTI IMMANCABILI DELLA CUCINA NISSENA DI IERI E DI OGGI  ERANO LA PASTA CCU I MAZZAREDDI E

LA PASTA CCU I SARDI , PROFUMATE DAL FINOCCHIETTO SELVATICO E DALLE ERBE DI CAMPAGNA . IN

ASSENZA DEI TEMPI PER LA PREPARAZIONE DELLA PASTA DI CASA, ALLE VERDURE SI

AGGIUNGEVANO CUCCHIATATE DI SEMPLICE FARINA , CHE , MESCOLATA PRODUCEVA  UNA POVERA

POLENTA CHIAMATA FRASCA'TULA. BISCOTTI COME SAVIARDI E GGIAMMELLI ALLIETAVANO BAMBINI E

ANZIANI. 

LA GUASTEDDA , UNA PAGNOTTA DI FORMA ROTONDA , IN ORIGINE ERA UN ALIMENTO ALLA BASE

DELL'ALIMENTAZIONE DEI POVERI. LA LAVORAZIIONE DELL'IMPASTO ERA SIMILE A QUELLA DEL PANE.

L'IMPASTO ERA A BASE DI FARINA DI GRANO DURO, UN PIZZOCO DI SALE, OLIO, UN PO' DI ZUCCHERO E,

OVVIAMENTE, LIEVITO ( CRISCENTI). L'IMPASTO DOVEVA ESSERE LAVORATO A LUNGO PER OTTENERE

UNA PASTA MOLTO MORBIDA E ASCIUTTA. UNA VOLTA TERMINATO IL PROCESSO DI LIEVITAZIONE,

L'IMPASTO VIENE DIVISO, STESO IN DIVERSE TEGLIE E INFORMATO. UNA VOLTA SFORNATA, LA

GUASTEDDA POTEVA ESSERE CONDITA ALL'INTERNO SEMPLICEMENTE CON UN PO' D'OLIO DI CASA

(GUASTEDDA SCHIETTA) OPPURE CON ALTRI CONDIMENTI A PIACERE COME SARDE, AGLIO, CIPOLLA

FRITTA O FORMAGGIO PECORINO (GUASTEDDA MARITATA). MOLTI I CIBI LEGATI ALLE FESTIVITA'

LITURGICHE: MUFFULETTI PER SAN MARTINO, CUCCIE PER SANTA LUCIA, VUCCIDDATI E MUSTAZZUNI

PER NATALE, SPINCI PER CARNEVALE, RAMETTI PER SAN GIUSEPPE, CANNILERA E PUPI DI ZZU'CCARU

PER PASQUA, PANUZZA PER SANTA RITA E SANT'ANTONIO.

MA OGGI CHI CERCA L'EECELLENZA DELLA TAVOLA NISSENA NON PUO' CHE PARTIRE DALL'OTTIMA

QUALITA' DEL PANE IN TUTTE LE SUE FORME ( CIABBATTI, GUDDUZZI, MAFALDI, ECC.) ED ALCUNI DOLCI

TORRONI, CUBBAITA ( UN TORRONE A BASE DI SESAMO E MIELE) E ROLLO'. FAMOSO ORMAI IN TUTTO IL

MONDO IL ROLLO' CON RICOTTA, DECLINATO DA OGNI PASTICCERIA CON ALCUNE VARIANTI PROPRIE  

( PRESENZA/ ASSENZA DI UN CUORE DI PASTA REALE; PRESENZA/ASSENZA DI GOCCE DI CIOCCOLATO

NELL'IMPASTO DI RICOTTA; GUARNIZIONE SBRICIOLATI O DI CIOCCOLATO). ALTRI PRODOTTI

D'ECCELLENZA DEL CENTRO SICILIA SONO IL PAN BISCOTTI, COME QUELLI DEL BORGO RURALE DI

SANTA RITA, LA RICOTTA, LA TUMA, E I FORMAGGI DI PECORA E DI CAPRA LAVORATI A LATTE CRUDO

, LA PASTA DI GRANO RUSSELLO, LE ERBE AROMATICHE, L'OLIO EXTRA VERGNINE DI OLIVA, LE

CONSERVE, IL MIELE E ANCORA I PRESIDI SLOW FOOD DEL POMODORO SICCAGNO DELLA VALLE DI

BILI'CI, DELLE LENTICCHIE DI VILLALBA E DELLA CUDDRIREDDRA DI DELIA.

LA PRODUZIONE AGRICOLA NISSENA SI ORIENTA SEMPRE PIU' VERSO UN RITORNO DI ANTICHI SAPORI:

DAL VINO ALLE CONSERVE DI FRUTTA, DAL GRANO AL FORMAGGIO DI CAPRA, DALLE ERBE

AROMATICHE AL RECUPERO DI COLTURE ANTICHE, LA SPINTA E' QUELLA DI TORNARE AL BIO, PER

SALVAGUARDARE SALUTE, TERRITORIO E GUSTI. 


INFO GUIDA TURISTICA E ALTRO:093456777 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


IL CENTRO SICILIA E' QUELLA VASTA AREA DELL'ISOLA CHE RICADE  NEI TERRITORI DI AGRIGENTO,

CALTANISSETTA ED ENNA. QUI IL PAESAGGIO SIN DALL'ANTICHITA' RISENTE DELLE COLTIVAZIONI DI

GRANO CHE COLORA LA CAMPAGNA E A RAPPRESENTATO PER LUNGHI SECOLI LA PRIMARIA FONTE

DI RICCHEZZA PER QUEST'AREA. ANCORA OGGI LA TERRA OFFRE PREGIATI PRODOTTI APPREZZATI

IN TUTTO IL MONDO PER LA LORO QUALITA' CERTIFICATA. L'IMPORTANZA DEL RACCOLTO E DELLA

CAMPAGNA E' TESTIMONIATA DAL CULTO DI CERERE E DAL MITO DI PROSERPINA, RAPITA DA ADE

NEL LAGO DI PERGUSA. LA DEA E LA GIOVANE FANCIULLA KORE TROVANO UNA DEGNA

CELEBRAZIONE ALL'INTERNO DEL MUSEO ARCHEOLOGICO REGIONALE DI AIDONE, NEI PRESSI

DELL'ANTICO SITO DI MORGANTINA. LA MAGNA GRECIA IN QUESTA PORZIONE DI SICILIA SI

MANIFESTA INFATTI SOLO NEL MITO MA ANCHE NELLE TESTIMONIANZE ARCHEOLOGICHE DI SITI

D'ECCELLENZA QUALI SABUCINA, GELA, MARIANOPOLI FINO ALLA STRAORDINARIA VALLE DEI

TEMPLI DI AGRIGENTO, DICHIARATA PATRIMONIO DELL'UMANITA' DALL'UNESCO. I ROMANI HANNO

DONATO AL CENTRO SICILIA IL GIOIELLO  DELLA VILLA DEL CASALE DI PIAZZARMERINA, FAMOSA PER

I SUOI MOSAICI POLICROMI, ANCHE ESSA PATRIMONIO UNESCO.

A DOMINARE QUESTO PATRIMONIO IN ETA' MEDIEVALE ERANO CASTELLI MERLATI,AGGRAPPATI

MOLTO SPESSO A PARETI ROCCIOSE SCOSCESE, COME QUELLE DI MUSSOMELI, ENNA, MAZZARINO,

BUTERA, DELIA, FALCONARA, PIETRAPERZIA E GELA.  

LA RICCHEZZA DEL GRANO HA PERMESSO LO SVILUPPO D RAFFINATE CORTI RINASCIMENTALI CHE

HANNO GOERNATO QUEST'AREA DELL'ISOLA FINO AL XVIII SECOLO DAI CENTRI DI CALTANISSETTA,

MAZARINO, PIAZZARMERINA E PIETRAPERZIA, CITTA' RICCA DI CHIESE CINQUECENTESCHE  E

BAROCCHE E PREGIATE OPERE D'ARTE DI ARTISTI LOCALI ED EUROPEI, TESTIMONIANZA DI UNA

VIVACITA' LOCALE SPESSO INSOSPETTATA.

DAL SETTENTO SI SVILUPPO L'INDUSTRIA DELL'ESTRAZIONE DELLO ZOLFO CHE HA FATTO DI

CALTANISSETTA LA CAPITALE MONDIALE DEL SETTORE, TANTO DA ESSERE DENOMINATA " LA

CATTEDRALE DI LI PIRRERI ". TRA LE MINIERE PIU' FAMOSE OCCORRE CITARE QUELLE DI

TRABONELLA, TRABIA TALLARITA, COZZO DISI E FLORISTELLA GROTTA CALDA, ALCUNE DELLE

QUALI OGGI SONO VISITABILI. LA PRESENZA DI QUESTE ATTIVITA' PROTO-INDUSTRIALE HA FATTO SI

CHE QUI SI SVILUPPASSE UN PRIMO SENTIMENTO SINDACALE CHE CONDUSSE I LAVORATORI A

CERCARE FORME DI AGGREGAZIONE A DIFESA DELLA CATEGORIA. D'ALTRA PARTE LA

CIRCOLAZIONE DI LIQUIDITA' CONSENTI' CHE LA PRIMA SQUADRA DI CALCIO DI CALTANISSETTA

FOSSE FINANZIATA PROPRIO DAI MINATORI. ESEMPIO DELLA VIVACITA' CONTEMPORANEA NEL

CENTRO SICILIA E' LA FARM CULTURAL DI FAVARA, UN PREGIATO SPAZIO PER LE ARTI

CONTEMPORANEE E NON SOLO, RICAVATO ALL'INTERNO DELL'ANTICO CORTILE BENTIVEGNA

GRAZIE ALL'OPERA DEL MECENATISMO PRIVATO. CALTANISSETTA FORNISCE L'OCCASIONE PER

INTRAPRENDERE UN VIAGGIO NEL CUORE DELLA SICILIA LUNGO LA "STRADA DEGLI SCRITTORI",

CHE DA ALLA CITTADINA NISSENA PATRIA DEL DRAMMATURGO PIER MARIA ROSSO DI SAN SECONDO

ARRIVA FINO ALLA CITTA' DI AGRIGENTO E PORTO EMPEDOCLE, PATRIA RISPETTIVAMENTE DEL

PREMIO NOBEL LUIGI PIRANDELLO E DI ANDREA CAMMILLERI, PADRE DEL COMMISSIONARIO

MONTALBANO PASSANDOPER FAVARA E RACALMUTO, L'UNA CITTA NATALE DI ANTONIO RUSSELLO

E L'ALTRO DI LEONARDO SCIASCIA. 

IN CENTRO SICILIA OFFRE UN IMPORTANTE PATRIMONIO NATURALISTICO, COME QUELLO DI

GEOPARK ROTTA DI CERERE (SI ESTENDE NEL TERRITORIO DEI COMUNI DI ENNA, AIDONE, ASSORO,

CALASCIBBETTA, NISSORIA, LEONFORTE, PIAZZARMERINA, VALGUARNERA E VILLAROSA), E' UN

PATRIMONIO IMMATERIALE FATTO DI TRADIZIONI E PROCESSIONI CHE TROVANO IL LORO CULMINE

NELLA SETTIMANA SANTA, PARTICOLARMENTE SENTITA A CALTANISSETTA, ENNA, E PIETRAPERZIA,

E NELLE DIVERSE FESTE PATRONALI. QUESTE CELEBRAZIONI COME LA PROCESSIONE DELLA REAL

MAESTRANZA, DEI PICCOLI  E GRANDI GRUPPI SACRI (VARICEDDE E VARE) E DEL CRISTO NERO A

CALTANISSETTA, TESTIMONIANO LA DEVOZIONE E LA RELIGIOSITA' DEI NISSENI. 

NON SI PUO' DIRE DI CONOSCERE LA SICILIA SE ALMENO UNA VOLTA NON SI E' STATI NELCUORE

DELL'ISOLA, DA VIVERE E DA CONOSCERE DA PRIMA VISITANDO I SUOI NUMEROSI E INTERESSANTI

MUSEI E POI IMMERGENTOSI NEL TERRITORIO RICCO DI FASCINO E DI STORIA.


INFO VISITE GUIDATE E ALTRO : 0934/586777 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

LA RISERVA NATURALE ORIENTATA DEL MONTE CAPODARSO E VALLE DELL'IMERA MERIDIONALE ,

GESTITA DALL'ENTE NAZIONALE ITALIA NOSTRA ONLUS , SI ESTENDE LUNGO IL CORSO DEL FIUME

IMERA MERIDIONALE TRA I MONTI CAPODARSO E SABUCINA , LUOGHI DI ANTICHI INSEDIAMENTI E

DOCUMENTATI NEL MUSEO ARCHEOLOGICO REGIONALE DI CALTANISSETTA . CARATTERIZZATA DA

CALANCHI , MACCHIA MEDITERRANEA E FAUNA TIPICA DEGLI HABITAT ACQUATICI , IN PARTICOLARE

LE TARTARUGHE PALUSTRI , LA RISERVA DOCUMENENTA ANCHE LA PRESENZA DELL'UOMO

DELLA'ANTICHITA' FINO  ALL'ETA' CONTEMPORANEA.

SI POSSONO VISITARE INFATTI ALCUNI SITI ARCHEOLOGICI TRA I QUALI SPICCA PER IMPORTANZA

QUELLO DI SABUCINA, MA ANCHE  LE TESTIMONIANZE  ETNOANTROPOLOGICHE  DOCUMENTATE

DALLE NUMEROSE MASSERIE, TIPICHE DELL'ECONOMIA LATIFONDISTA, E DALLE ABITAZIONI RURALI

DEI CONTADINI. NEL TERRITORIO DELLA RISERVA RICADONO ANCHE MINIERE DI ZOLFO

TRABONELLA, GIUMENTARO E GIUMENTARELLO VESSILLI DI UN PASSATO RICCO PER IL CENTRO

SICILIA BASATO SULL'ESTRAZIONE DELLO ZOLFO TRA IL XVIII E I PRIMI ANNI DEL XX SECOLO.


SIMBOLO DELLA RISERVA E' INFINE IL PONTE DI CAPODARSO REALIZZATO A META' DEL XVI SECOLO

DA ARCHITETTI VENEZIANI PER VOLERE DELL'IPERATORE CARLO V. LA RISERVA OLTRE AD ESSERE

UN SITO DI IMPORTANZA COMUNITARIA (SIC ITA050004) DELLA RETE NATURALE 2000, RIENTRA  

 NELL' AREA DELLA ROCCA DI CERERE GEOPARK CHE NEL 2013 HA AVUTO CONFERMATO LO

STATUS DI EUROPEAN E GLOBAL GEOPARK DELL' UNESCO.


UBICAZIONE: A CAVALLO TRA LE PROVINCE DI ENNA E CALTANISSETTA.

STAGIONE CONSIGLIATA : PRIMAVERA E AUTUNNO 9:00-13:00 E 16:00-19.00

TEL: 0394/541722 / FAX: 0934/542677

EMAIL: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. / WEB: WWW.RISERVAIMERA.IT RAGGIUNGIBIOLE IN

AUTO. ACCESSO DELLA STRADA:

- S.S N. 626 SCORRIMENTO VELOCE CALTANISSETTA-GELA;

- SCORRIMENTO VELOCE CALTANISSETTA-PIETRAPERZIA ;

-  S.S N. 191, CALTANISSETTA-PIETRAPERZIA;

- S.S N. 560, CHE COLLEGA  LA S.S N. 91 CON S.S N. 122 - S.S N. 117 BIS

(VECCHIA S.S N. 122), CALTANISSETTA-ENNA.

FACEBOOK: RNO MONTE CAPODARSO-RISERVA NATURALE

TWITTWE:@RNOIMERA

PIAZZOLE DI SOSTA DELLE STRADE STATALI 122 E 560

INGRESSO GRATUITO

POSSIBILITA' DI VISITARE NELLE VICINANZE, PERCORRENDO TRA I 15 E I 20 KM IN AUTO, LA CITTA' DI

CALTANISSETTA, CARATTERIZZATA DA UN CENTRO STORICO RICCO DI CHIESE E PALAZZI REALIZZATI

TRA I XVI E IL XIX SECOLO, MA ANCHE DIVERSI MUSEI ( MUSEO MINERALOGICO, MUSEO

ARCHEOLOGICO, MUSEO DIOCESANO, MUSEO TRIPISCIANO),

LA CITTA' DI ENNA CON IL LAGO DI PERGUSA (LUNGO DEL RATTO DI PROSERPINA), IL CASTELLO DI

LOMBARDIA, LA TORRE DI FEDERICO E ALTRI INSIGNI MONUMENTI, LA CITTA' DI VILLAROSA CON IL

TRENO MUSEO CHE ESPONE UNA COLLEZIONE ETNOANTROPOLOGICA, E LA CITTA' DI PIETRAPERZIA

CON IL SUGGESTIVO CASTELLO BARRESIO.

NELLE VICINANZE AZIENDA AGRITURISTICA CAPODARSO E PUNTO DI RISTORO

SS 122KM 79,3 - TEL: 3605949947 

LINGUA: ITALIANO E INGLESE

ACCESSIBILITA' ANCHE AI DIVERSAMENTE ABILI 


INFO GUIDA TURISTICA E ALTRO: 0394/586777 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

IL MUSEO DELLA ZOLFARA,INTITOLATO ALLO SCRITTORE E POETA MONTEDORESE ANGELO PETYX,

RACCHIUDE UNA MOSTRA PERMANENTE DAL TITOLO "ZOLFARE E ZOLFATARI DI MONTEDORO,

CIVICA RACCOLTA DI TESTIMONIANZE ETNOSTORICHE". NATO CON L'INTENTO DI VALORIZZARE E

PROTEGGERE IL PATRIMONIO STORICO-MINERALOGICO DEL PAESE, IL MUSEO RACCOGLIE

INFORMAZIONI, FOTOGRAFIE, RICOSTRUZIONI, MINERALI E UTENSILI LEGATI ALL'ATTIVITA'

ESTRATTIVA.

IL MUSEO E' STATO REALIZZATO ALL'INGRESSO DEL PARCO URBANO DI MONTEDORO, SUL MONTE

OTTAVIO, IN PROSSIMITA' DELLA MINIERA PIU' LONGEVA DEL PAESE, LA "NADURELLO",

APPARTENUTA ALLA FAMIGLIA CAICO, UNA DELLE PIU' FLUENTI DEL PAESE, NELL'EPOCA

DELL'ATTIVITA' ESTRATTIVA SICILIANA. ANCORA OGGI IN QUESTO SITO, SI TROVA UN ANTICA

FORNACE UN TEMPO ADDETTA ALLA LAVORAZIONE DEL MATERIALE ESTRATTO.


L'INGRESSO DEL PIAZZALE DEL MUSEO E' ARRICCHITO DA UN BASSO RILIEVO, REALIZZATO NEL 1998

DAGLI STUDENTI DELL'ACCADEMIA DI BRERA DI MILANO NEL QUALE SONO RAFFIGURATE SCENE DI

VITA QUOTIDIANA DEI LAVORATORI DELLA ZOLFARE. ALL'INTERNO DEL MUSEO SONO COLLOCATI

DEI PLASTICI, REALIZZATI DALLO SCULTORE ROBERTO VANADIA CHE RITRAGGONO SCENE DI VITA

LAVORATIVA ALL'INTERNO DELLE MINIERE DI ZOLFO.

IL MUSEO DELLA ZOLFARE COSTITUISCE PARTE DI UNA PROPOSTA TURISTICA INTEGRATA

ALL'INTERNO DEL PARCO DIDATTICO SCIENTIFICO DI MONTEDORO NATO NEL 2012 AD OPERA

DELL'ASSOCIAZIONE STARGEO CHE SI OCCUPA DELLA GESTIONE E VALORIZZAZIONE DELLE

STRUTTURE RICADENTI NEL PARCO. IL PARCO DIDATTICO SCIENTIFICO DI MONTEDORO E'

COSTITUITO DALL' OSSERVATORIO ASTRONOMICO, CHE CONTIENE UNO DEI TELESCOPI PIU' GRANDI

DELLA SICILIA, IL PLANETARIO CON CUPOLA DI 7 METRI E 50 POSTI A SEDERE, IL MUSEO DELLA

ZOLFARA E CASE MUSEO.

 

MONTEDORO (CL) CONTRADA MONTE OTTAVIO

SEMPRE APERTO SU PRENOTAZIONE 

PER PRENOTAZIONI: 3454243223-SEGRETERIA ASSOCIAZIONE STARGEO

PER LE ATTIVITA' DIDATTICHE: 3318596813 (ORE UFFICIO)- DR. MARCELLO FRANGIAMONE 

WEB:WWW.STARGEO.IT

FACEBOOK:OSSERVATORIO ASTRONOMICO DI MONTEDORO MUSEO DELLA ZOLFARA 

PARCHEGGIO NEI PRESSI DEL MUSEO 

INGRESSO A PAGAMENTO VARIABILE IN FUNZIONE ALLE DIFFERENTI PROPOSTE SCELTE CON PACCHETTI PERSONALIZZATI PER GRUPPI E SCOLARESCHE 

POSSIBILITA' DI VISITARE L'OSSERVATORIO ASTRONOMICO E IL PLANTARIO

LINGUA ITALINA

SU PRENOTAZIONE FRANCESE E INGLESE


INFO GUIDE TURISTICHE E ALTRO :0934/586777 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

IL MUSEO TRIPISCIANO OSPITA ALL'INTERNO DI PALAZZO MONCADA UN CORPOSO NUMERO DI

 OPERE IN GESSO, IN BRONZO E IN MARMO DELLO SCULTORE NISSENO MICHELE TRIPISCIANO   (1860-

1913), LASCIATA AL COMUN DI CALTANISSETTA PER TESTAMENTO. LE SALE SONO ALLESTITE

SECONDO UN CRITERIO SCIENTIFICO: LA SALA DEGLI ANGELI E' DEDICATA ALLE OPERE DI

CARATTERE RELIGIOSO ESPRESSIONE DELLA PROFONDITA' SPIRITUALITA'  DELLO SCULTORE

NISSENO, TRA CUI DOMINA LA BELLISSIMA MADONNA IN TRONO CON IL BAMBINO. LA SALA D'ORFEO

PRENDE IL NOME DA UN CAPOLAVORO IN MARMO, CIRCONDATO DA BUSTI E PICCOLE SCULTURE

CHE MOSTRANO LA CRESCITA ARTISTICA DI TRIPISCIANO DALL'INIZIALE NEOCLASSICISMO AL

VERISMO DELLA MATURITA'. DUE SALE SONO DEDICATE ALL'ATTIVITA' ROMANA E AL PERIDO DI

MAGGIORE FAMA DELLO SCULTORE: UNA CONSERVA LE OPERE PREPARATORIE PER IL

MONUMENTO A GIUSEPPE GIOACCHINO BELLI E ILBASSO RILIEVO RAFFIGURANTE LA SICILIA PER

ALTARE DELLA PATRIA; MENTRE NELLA SECONDA VI SONO I BOZZETTI DELLE SCULTURE DI

ORATORI ROMANI PER IL PALAZZO DI GIUSTIZIA SEDE DELLA CORTE DI CASSAZIONE. ATTRAVERSO

QUESTE OPERE SI PUO' SEGUIRE L'ACCURATO LAVORO DI PREPARAZIONE DELLE GRANDI

SCULTURE. NEI VASTI AMBIENTI DI PALAZZO MONCADA SONO ESPOSTI ANCHE I GESSI DI ALTRI

SCULTORI NISSENI VISSUTI DA IL XIX E IL XX SECOLO , COME GIUSEPPE FRATTALLONE, NOTO

ARTISTA CHE FREQUENTO' IN MACCHIAIOLI A FIRENZE E CHE REALIZZO' LA CELEBRE ORA DI STUDIO

PER LA BIBLIOTECA COMUNALE "SCARABELLI", FRANCESCO ASARO E GIACOMO SCARANTINO CON

IL SUO COMMOVENTE CARUSO MORENTE. NELLA SALA DEDICATA AL FRATTALLONE SI POSSONO


AMMIRARE ANCHE I RITRATTI DEGLI UOMINI ILLUSTRI DI CALTANISSETTA DIPINTI DALL'ARTISTA

NISSENO FRANCESCO GUADAGNOLO. 


CALTANISSETTA, VIA ARGO PAOLO BARILE TEL: 0934585890

MARTEDI'-SABATO DALLE 9:00 ALLE 13:00 / DALLE 17:00 ALLE 20:00 

LA DOMENICA SU PREONOTAZINE

EMAIL: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. / WEB:WWW.MUSEOTRIPISCIANO.IT 

FACEBOOK: PROLOCO CALTANISSETTA 

MUSEO CIVICO "TRIPISCIANO"

TWITTER:@PROLOCOCL

PARCHEGGIO A PAGAMENTO IN VIA MEDAGLIE D'ORO 

INGRESSO GRATUITO 

POSSIBILITA' DI VISITARE NELLE IMMEDIATE VICINANZE LA CATTEDRALE DI SANTA MARIA LA NOVA

INIZIATA NEL XVI SECOLO E ULTIMATA SOLO NEL XX SECOLO DECORATA ALL'INTERNO DAGLI

AFFRESCHI SETTECENTESCHI DEL PITTORE FIAMMINGO  GUGLIELMO BORREMANS E ADORNATA

DALLE TELE SEICENTESCHE DEL PITTORE NISSENO VINCENZO ROGERI. SULLA STESSA PIAZZA

GARIBALDI, ADORNATA AL CENTRO DALLA FONTANA DEL TRITONE DI MICHELE TRIPISCIANO, SI

TROVA ANCHE LA CHIESA DI SAN SEBASTIANO, CARATTERIZZATA DA UNA FACCIATA IN STILE

ECLETTICO DECORATA DA SCULTURE OTTOCENTESCHE DI FRANCESCO E VINCENZO BIANCARDI, E

DA UNA CRIPTA CHE SI APRE PROPRIO D'AVANTI L'ALTARE CENTRALE. ALLE SPALLE DELLA

CATTEDRALE NELL'ANTICO QUARTIERE ANGELI DI IMPIANTO ARABO, SI POSSONO VISITARE LA

CHIESA E LA CRIPTA DI SAN DOMENICO, CARATTERIZZATA QUEST'ULTIMA DALLA PRESENZA DEI

COLATOI UTILIZZATI PER L' ESSICCAZIONE DEI CADAVERI.  

BAR NELLE VICINANZE 

LINGUA ITALIANA

SU PRENOTAZIONE INGLESE E SPAGNOLO

LE SALE SONO DOTATE DI TECNOLOGIA QR COD.

ACCESSO PER I PORTATORI DI DISABILITA' MOTORIE


INFO PER VISITE GUIDATE E ALTRO:0934/586777 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

IL MUSEO MINERALOGICO , PALEONTOLOGICO E DELLE ZOLFARE E' STATO RECENTEMENTE ALLESTITO PRESSO UNA NUOVA 

STRUTTURA IN VIALE DELLA REGIONE , FINO AD ALLORA ERA OSPITATO PRESSO IL LIMITROFO ISTITUTO MINERARIO MOTTURA 

CHE SI OCCUPA DELLA GESTIONE DEL MUSEO. OSPITA AL SUO INTERNO UNA RICCA COLLEZIONE DI MINERALI , CIRCA

CINQUEMILA , TRA I QUALI SPICCA UNA PREZIOSA ARAGONITE ALLA QUALE SI ISPIRA L'ARCHITETTURA DEL NUOVO MUSEO. 

SONO PRESENTI SPLENDIDI MINERALI PROVENIENTI DA OGNI PARTE DEL MONDO , INDIA , BRASILE , PERU' , GRAN BRETAGNA 

MAROCCO , TUNISI , RUSSIA , SUD AFRICA : ALBUM DI FAMIGLIA DELLA TERRA. 

LA RACCOLTA MINERALOGICA CHE VANTA  AMBRA , AMETISTA , ORO, PIRITE , DIAMANTI , ACQUAMARINA , SMERALDI 

MALACHITE , BERILLO , CRISTALLI  DI ZOLFO E ALTRO ANCORA , E' STATA CREATA A SCOPI  DIDATTICI PER LA REGIA SCUOLA 

MINERARIA FONDATA DA SEBASTIANO MOTTURA , NELLA QUALE E' AMBIENTATO IL ROMANZO ,TRATTO DA UNA STORIA  VERA

" IL NIPOTE DEL NEGUS" SCRITTO DA ANDREA CAMMILLERI ( SELLERIO , PALERMO 2010 ) . PROPRIO L'IMPERATORE D'ETIOPIA

REGALO AL MUSEO UN PREZIOSO METEORITE. 

LA COLLEZIONE MINERALOGICA , ARRICCHITA NEGLI ANNI DI NUOVI E PREGIATI PEZZI , E' AFFIANCATA ANCHE DA UNA

COLLEZIONE DI FOSSILI , TRA CUI SPICCA UN ESEMPLARE DI AMMONITE ARIETITES DEL PERIODO  GIURASSICO , 

E DA ALCUNI MODELLINI , PLASTICI , MINIATURE E REPERTI LEGATI ALLE MINIERE DI ZOLFO E ALLA CIVILTA' MINERARIA . 

IL MUSEO INFATTI DOCUMENTA LA STRAORDINARIA STORIA DI CALTANISSETTA NEI SECOLI XIX E XX , QUANDO FU

CONSIDERATA LA CAPITALE MONDIALE DELLO ZOLFO , RAGGIUNGENDO IL MASIMO SPLENDORE NEL 1820

LA STRUTTURTA OSPITA OGNI ANNO NEL MESE DI SETTEMBRE LA TRIENNALE BORSA - SCAMBIO DEL MINERALE E DEL

FOSSILE , CONOSCIUTA IN TUTTO IL MONDO E MOLTO SEGUITA DAGLI ADDETTI AI LAVORI. 


CALTANISSETTA VIALE DELLA REGIONE 71 TEL: 0934/591280

LUNEDI - SABATO : 9:00 - 13:00 /  15:00 - 19: 00

SPAZIO RISERVATO ACCANTO AL MUSEO INGRESSO DAL CANCELLO UBICATO IN VIALE DELLA REGIONE 

€ 3.00

IL MUSEO E' COLLOCATO NELLA ZONA DI NUOVA ESPERIENZA DELLA CITTA' . A CIRCA 800 METRI DAL MUSEO , PERCORRENDO 

VIALE DELLA REGIONE , SI PUO' VISITARE IL PARCO ARCHEOLOGICO PALMITELLI , ANTICA NECROPOLI A GROTTICELLIE OGGI

FRUIBILE ANCHE COME PARCO URBANO. SEMPRE LUNGO VIALE DELLA REGIONE , PERCORRENDO ALTRI 100 METRI , SI 

GIUNGE ALLA CHIESA DI SANT'ANNA , REALIZZATA ALLA FINE DEL XIX SECOLO  PER VOLONTA' DEL CONTE TESTASECCA

 INSIEME AL LIMITROFO ITITUTO DELL'OPERA PIA , NEL QUALE SI CONSERVA UN PREGIATO PRESEPE STORICO REALIZZATO

DALLA SCUOLA DI GIOVANNI ANTONIO MATERA . 


BAR NELLE VICINANZE

LINGUA ITALIANA 

ACCESSO PER PORTATORI DI DISABILITA' MOTORIA . 



INFO  GUIDA TURISTICA E ALTRO : 0934/586777 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 


IL MUSEO DIOCESANO DI CALTANISSETTA E' STATO FONDATO NEL 1983 DA MONS. GIOVANNI SPECIALE 

AL QUALE OGGI E' DEDICATO IN DIECI SALE E DUE GALLERIE AL PIANO TERRA DEL SEMINARIO VESCOVILE

SONO ESPOSTE CIRCA CINQUECENTO OPERE D'ARTE CHE VANNO DAL XV AL XXI SECOLO: NON SOLO DIPINTI E SCULTURE

MA ANCHE SOGGETTI E MANUFATTI LITURGICI PROVENIENTI DALLE VARIE CHIESE DELLA DIOCESI NISSENA 

( CALTANISSETTA , MUSSOMELI ) , SANTA CATERINA VILLARMOSA , SUTERA E SOPRATUTTO CALASCIBETTA ) TRA ESSERE

SPICCANO PER PREGIO : UNA COPIA CINQUECENTESCA DELLO SPASIMO DI SICILIA DI RAFFAELLO , 

PROBABILMENTE OPERA DI POLIDORO DA CARAVAGGIO , DUE RELIQUIARI ARGENTI DEL XVI SECOLO DI NIBILIO 

GAGINI , UNA CASSETTA ERBURNEA DELLA BOTTEGA DEGLI EMBRIACHI E UN NUCLEO CONSISTENTE DI DIPINTI REALIZZATI

DAL NISSENO VINCENZO ROGGERI TRA IL XVII E IL XVIII SECOLO. VI E' ANCH UNA SEZIONE DI ARTE CONTEMPORANEA CHE 

OSPITA , TRA LE ALTRE , IL MALATIELLO DI GEMITO , IL VOLTO DI MARIA DI TRIPISCIANO , UNA STATUETTA ACROMA DI SAN 

MICHELE DI FRATTALLONE , UN DIPINTO DI CARPI E OPERE DI ALTRI ARTISTI QUALI TESEI , CIMINAGHI, CONSADORI , 

FILOCAMO , LONGARETTI , MANFRINI , PELLINI E RUFFINI 


CALTANISSETTA VIALE DELLA REGINA MARGHERITA 29 TEL : 0934/21165 - 23014 

LUNEDI  - VENERDI 9:00 - 12: 30  E 16:00 - 19:00 

SABATO MATTINA : 9:00 - 12 ; 30 

ALTRE VISITE SU RICHIESTA 

EMAIL: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

SCHEDA SUL SITO DELL'AMEI

vvww.amei.biz/musei/museo-diocesano-del-seminario/vescovile-mons-g-spe

www.diocesicaltanissetta.it/a-diocesi/istituti-diocesani/museo-diocesano.html

FACEBOOK : MUSEO DIOCESANO CALTANISSETTA ( COMUNITA) 

POSSIBILITA' DI PARCHEGGIO LIBERO LUNGO VIALE REGINA MARGHERITA 

INGRESSO GRATUITO

POSSIBILITA'   DI VISITARE NELLE VICINANZE  LA VILLA AMEDEO DI ETA' BORBONICA DECORATA ALLA FINE DELL'OTTOCENTO 

DAI BUSTI MARMOREI REALIZZATI DAGLI ARTISTI NISSENI TRIPISCIANO , FRATTALLONE E LO VERME. 

ACCANTO ALLA VILLA SI ERGE L'ANTICO NOSOCOMIO CHE HA INGLOBATO IL CONVENTO DEI CAPPUCCINI E LA CHIESA 

DELL'ASSUNTA  , DALLA QUALE PROVENGONO MOLTE OPERE CUSTODITE  NEL MUSEO DIOCESANO . DI FRONTE AL PALAZZO 

DEL SEMINARIO VESCOVILE SORGE IL PALAZZO DELLA PROVINCIA PRIMO EDIFICIO SORTO LUNGO L'AMIPIO VIALE REGINA

MARGHERITA CHE TERMINA SCENOGRAFICAMENTE CON IL MONUMENTO AI CADUTI , RECANTE  INCISI I NOMI DEI 300 

NISSENI CADUTI NEL PRIMO CONFLITTO MONDIALE . 

PARTENDO DAL MUSEO DIOCESANO SI PUO' EFFETTUARE UNA VISITA  AL " MUSEO DIFFUSO VINCENZO ROGGERI " , 

UN PERCORSO CHE RACCOGLIE UNA TRENTINA DI OPERE DEL PITTORE NISSENO CUSTODITE IN UNA SALA  DEL MUSEO E IN 

MOLTE CHIESE DEL CENTRO STORICO : NELLA CATTEDRALE " SANTA MARIA LA NOVA , NELLA CHIESA DI MARIA SS. DELLA 

GRAZIA DEL COLLEGGIO DI MARIA , NELLA CHIESA DI SAN SEBASTIANO , NELLA CHIESA DI SAN AGATA AL COLLEGGIO DEI 

GESUITI , NELLA CHIESA DI SAN DOMENICO E FUORI CITTA' , NELLA CAPPELLA DI S. GERMANA IN CONTRADA TUROLIFI. 


LINGUA ITALIANA 

ACCESSO AI PORTATORI DI DISABILITA' MOTORIA DALL'INGRESSO SU VIA CARIOLI . 


INFO E GUIDA TURISTICA: 0934/586777 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 



IL MUSEO ARCHEOLOGICO REGIONALE E' STATO INAUGURATO NEL 2006 NELLA NUOVA STRUTTURA PROGETTATA 

DALL'ARCHITETTO FRANCO MINISSI E REALIZZATA NEI PRESSI DELL'ABBAZIA DI SANTO SPIRITO . 

LA STRUTTURA MUSEALE SI QUALIFICA COME UNA DELLE PIU' IMPORTANTI DELL'ISOLA SOTTO IL PROFILO 

SCIENTIFICO IN VISTU' DELLE PREGIATE COLLEZIONI ARCHOLOGICHE OSPITATE. ESSE INFATTI OFFRONO UN QUADRO 

COMPLETO CIRCA LA CULTURA MATERIALE DELLE POPOLAZIONI INDIGENE SICANE CHE VIVEVANO IN QUESTA PARTE DI

TERRITORIO PRIMA E DOPO LA FONDAZIONE DELLA COLONIA GRECA DI GELA SULLA COSTA . SI SEGNALANO INFATTI REPERTI 

BRONZEI MA SOPRATUTTO CERAMICI DEL VII - IV SEC.A.C. PROVENIENTI  DALLE AREE ARCHEOLOGICHE DELL'ENTROTERRA

SICILIANO , RICADENTI NELLA PROVINCIA DI CALTANISSETTA , IN PARTICOLARE DAGLI INSEDIAMENTI DI GIBIL GABIB E 

SABUCINA OLTRE CHE DALLE ZONE ARCHEOLOGICHE DI VASSALLAGGI NEL COMUNE  DI SAN CATALDO E DI DESSUERI NEL

TERRITORIO TRA MAZZARINO E BUTERA , QUESTE ULTIME APPARTENENTI ALL'ETA' DEL BRONZO . 

IL MUSEO CUSTODISCE INOLTRE I REPERTI PROVENIENTI DAL SITO DI POLIZZELLO , PRESSO MUSSOMELI , FONDAMENTALI 

PER LA CONOSCENZA DELLE CULTURE INDIGENE DELL'ETA' DEL FERRO LA CUI PRODUZIONE ARTISTICA , FU FORTEMENTE 

INFLUENZATA DALLA TRADIZIONE EGEO-MICENEA MEDIATA DAI NUCLEI DI GENTI TRANSMARINE  VENUTE IN CONTATTO CON 

L'ISOLA GIA NEL XV - XIV SEC. A.C. E POI STANZIATESI SULLA COSTA MERIDIONALE  TRA IL XIII E XII SEC.A.A. 

DEL PERCORSO ESPOSITIVO FANNO PARTE ANCHE ALCUNI MANUFATTI RIVENUTI A CAPODARSO UN SITO CHE RICADENDO 

NELLA PROVINCIA DI ENNA E GEOGRAFICAMENTE E STORICAMENTE LEGATO A QUESTA PARTE DEL TERRITORIO DELLA 

SICILIA POICHE INSIEME A SABUINA CONTROLLA LA MEDIA VALLE DEL FIUME IMERA MERIDIONALE -SALSO , NONCHE 

VASELLAME E OGGETTI BRONZEI PROVENIENTI DA MONTE RAFFE , RICADENTE NEI TERRITORI DI MUSSOMELI , 

BOMPENSIERE E SUTERA , E DA COZZO SCAVO PRESSO SANTA CATERINA VILLAROMOSA . IN OCCASIONE 

DELL'INAUGURAZIONE DEL MUSEO E' STATA PRESENTATA PER LA PRIMA VOLTA ALLA PUBBLICA FRUZIONE UNA RARA 

STATUETTA RAFFIGUARANTE UNA FIGURA FEMMINILE CON GHIRLANDA CHE STAVA PER ESSERE VENDUTA AD UNA'STA 

PUBBLICA ERA  DISPERSA NEL MERCATO ANTIQUARIO . LA PREGEVOLE OPERA E' ENTRATA A FAR PARTE DELLE 

COLLEZIONI DEL MUSEO ARCHEOLOGICO DI CATANISSETTA IN QUANTO PRESUMILBILMENTE PROVENIENTE DALL'AREA DELLA 

SICILIA CENTRO-MERIDIONALE . IL MANUFATTO PIU' NOTO DEL MUSEO TUTTAVIA E' UN MODELLINO FITTILE DI TEMPIETTO 

RIVENUTO A SABUCINA CHE PERMETTE DI OSSERVARE IN DETTAGLIO TUTTE LE CARATTERISTICHE DELL'ELEVATO DI UNA 

STRUTTURA CULTO INDIGENA. 

IL PERCORSO DEL MUSEO , ADEGUANDOSI ALLA STRUTTURA POLIGONALE DEL PIANO ESPOSITIVO , SI SVILUPPA IN 

CINQUE SETTORI , INTEGRATI DAI NUOVI SUPPORTI DIDATTICI CHE ILLUSTRANO LA STORIA DEI SITI DA CUI PROVENGONO GLI 

IMPORTANTI MANUFATTI ESPOSTI , AI PREDETTI APPARATI, IL LINGUA ITALIANA E INGLESE , SI AGGIUNGONO ANCHE GLI 

STRUMENTI TELEMATICI CHE FACILITANO AI FRUITORI NON VEDENTI E IPOVEDENTI . 


CALTANISSETTA CONTRADA SANTO SPIRITO TEL: 0934/567062

TUTTI I GIORNI , ULTIMO LUNEDI DEL MESE CHIUSO : 9:00 - 13:00 - 15.30 - 19:00

PARCHEGGIO LIBERO DAVANTI AL MUSEO 

€ INTERO 4:00 - RIDOTTO € 2:00

POSSIBILITA' DI VISITARE NELLE IMMEDIATE VICINANZE L'ABBAZIA NORMANNA DI SANTO SPIRITO , REALIZZATA SUL LUOGO

DI UN ANTICO CASOLARE ROMANO E ARRICCHITA ALLINTERNO DI OPERE D'ARTE QUALI IL CROCIFISSO LINGNEO DIPINTO

DETTO DELLO STAGLIO , GLI AFFRESCHI MEDIEVALI STACCATI DEL XVI SECOLO E GLI ARREDI LAPIDEI ROMANI E MEDIEVALI . 

NELLA SACRESTIA DELLA CHIESA E' CUSTODIA DA UNA PREZIOSA COLLEZIONE DI EX VOTO E SATUETTE DI CERA VISITABILE 

RIVOLGENDOSI AL PARROCO 

LiNGUA ITALIANA E INGLESE 

ACCESSIBILE ANCHE AI NON VEDENTI E AGLI IPOVEDENTI GRAZIE ALLA DISPONIBLITA DI UN PERCORSO TATTILE .


PER VISITE GUIDATE ALTRO : 0934/586777 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 



CALTANISSETTA E' UNA CITTA' RICCA DI CULTURA , TESTIMONIATA DAI SUOI MNUMEROSI ,

SITI  ARCHEOLOGICI , CHIESE E MONUMENTI DI INTERESSE STORICO - ARTISTICO. 

I SITI ARCHEOLOGICI PIU' IMPORTANTI , CHE DOCUMENTANO LA CONTAMINAZIONE AVVENUTA TRA

AGENTI AUTOCTONE E GRECI, CHE RISALIVANO IL FIUME IMERA DALLE COLINE COSTIERE 

QUALI GELA , SOMNO QUELLI DI SABUCINA , GIBIL GABIB E PALMINTELLI. 

TUTTI COLLOCATI NELLE IMMEDIATE VICINANZE DELLE CITTA' O ADDIRITTURA AL SUO INTERNO 

SONO VISITABILI SU RICHIESTA RIVOLGENDOSI ALLA SCOPRINTENDENZA AI BENI  CULTURALI DI CALTANISSETTA. 

L'EPOCA MEDIEVALE DELLA CITTA' E' DOCUMENTATA DAI RUDERI DEL CASTELLO DI PIETRAROSSA , DI ORIGINE 

PROBABILMENTE ARABA E DIROCCATO DALLA FINE DEL XVI SECOLO, DALLA VICINA CHIESA DI SANTA MARIA DEGLI ANGELI

DI EPOCA SVEVA , RECENTEMENTE RESTAURATA INSIEME AL CONVENTO DEI FRATI MINORI OSSERVANTI - RIFORMATI , 

E DALL'ABBAZIA NORMNA DI SANTO SPIRITO , SPLENDIDA NELLA SUA SEMPLICITA' GEOMETRICA E LAPIDEA. 

IN ETA' MODERNA LA CITTA' FU DOMINATA PER QUASI QUATTRO SECOLI DALLA FAMGLIA SPAGNOLA DEI MONCADA CHE NEL 

CORSO DEI DECENNI FECE REALIZZARE NUMEROSE CHIESE , TRA LE QUALI PRIMEGGIANO PER BELLEZZA

LA CATTEDRALE DI SANTA MARIA LA NOVA , AFFRESCATA NEL XVIII SECOLO DAL PITTORE DI ANVERSA  GUGLIELMO 

BORREMANS E COMPLETATA SOLO NEL XX SECOLO , LA CHIESA DI SANT'AGATA AL COLLEGGIO , A CROCE GRECA

SPLENDIDA ALL'INTERNO PER LE TARSIE MARMOREE DEGLI ALTARI E I FINITI MARMI DIPINTI SULLE VOLTE ,

E LA CHIESA  DI SAN DOMENICO , DALLA FACCIATA BAROCCA CONCAVA AI LATI E CONVESSA AL CENTRO , 

MA ANCHE LA CHIESA DI SANTA FLAVIA , QUELLA DI SANTA CROCE  CHE CUSTODISCE AL DUO INTERNO 

UNA RELIQUIA  DELLA CROCE DI CRISTO , LA CHIESA DETTA DELLA MADONNA ASSUNTA , RICCA DI RELIQUE 

ANNESSA ALL'ANTICO CONVENTO DEI FRATI CAPPUCCINI E LA CHIESA DELLA MADONNA DELLA GRAZIA , 

RECENTEMENTE RESTAURATA AI MONCADA SI DEVE ANCHE L'AVVIO DELLA COSTRUZIONE , MAI COMPLETATA , 

DEL PALAZZO  MONCADA , UBICATO IN PIENO CENTRO STORICO , E CARATTERIZZATO DAI MENSOLONI ZOOMORFI

E ANTROPOMORFI TIPICO DEL LESSICO BAROCCO. 

UN PATRIMONIO TUTTO DA INDAGARE E' COSTITUITO DALLE NUMEROSE CRIPTE CHE SONO STATE RINVENUTE SOTTO 

LE NAVATE DELLE CHIESE CITTADINE ( A SANTA MARIA DEGLI ANGELI , A SAN SEBASTIANO , A SAN DOMENICI ) O CHE 

ANCORA DEVONO ESSERE SCAVATE ( NELLA CHIESA DELLA MADONNA DELLA GRAZIA ) 

TRA IL XVIII E IL XIX SECOLO IN CITTA' SI SVILUPPO' L'INDUSTRIA DELL'ESTRAZIONE DELLO ZOLFO , CHE PERMISE 

A MOLTI PROPRIETARI BORGHESI DI ARRICCHIRSI E DIVENTARE LA NUOVA CLASSE DIRIGENTE TITOLATA E DI REALIZZARE

LUNGO GLI ASSI PRINCIPALI DI CORSO UMBERTO I E CORSO VITTORIO EMANUELE II I PROPRI PALAZZI SIGNORILI : 

TESTA SECCA , SILLITTI BORDONARO , CALAFATO DI CANALOTTI , LANZIROTTI , BENINTENDE , GIORDANO BARILE 

NELLE MINIERE DI ZOLFO CHE CIRCONDANO LA CITTA' QUALI TRABONELLA ,GESSOLUNGO , GIUMENTARO E LUNCIO 

TESTASECCA , LAVORAVANO IN CONDIZIONI MISERE E A VOLTE DISUMANE I MINATORI , SPESSO RAGAZZINI DETTI " CARUSI" 

CHE DI FREQUENTE RESTAVANO VITTIME DI TERRIBILI INCIDENTI . IL PIU' GRAVE FU QUELLO OCCORSO NELLE 

MINIERA GESSOLUNGO NEL 1881 : TESTIMONIANZA DI QUELL'EVENTO RIMANGONO IL CIMITERO DEI CADUTI , NEI PRESSI DELLA

MINIERA GESSOLUNGO E LE SEDICI VARE DEL GIOVEDI SANTO , GRUPPI SACRI COMMISIONATI AGLI SCULTORI NAPOLETANI 

FRANCESCO E VINCENZO BIANGARDI  PER VOLONTA' DEI SOPRAVVISSUTI AL TRISTE INCIDENTE . 

QUESTI GRUPPI SACRI , ECCEZIOM FATTA PER LA SACRA URNA CUSTODITA IN CATTEDRALE , SONO ESPOSTI 

TEMPORANEAMENTE  NEI LOCALI ADIACENTI LA CHIESA DI SAN PIO X , IN ATTESA DI ESSERE DEFINITIVAMENTE COLLOCATI IN 

UN APPOSITO ALLESTIMENTO NEI LOCALI DELL'EX GIL. I BIANGARDI REALIZZARONO ANCHE LE SCULTURE PER LA FACCIATA 

DELLA CHIESA DI SAN SEBASTIANO , CHE SI AFFACCIA SU PIAZZA GARIBALDI , E PER ALCUNE TOMBE DEL CIMITERO ANGELI , 

SORTO AI PIEDI DEI RUDEI DEL CASTELLO DI PIETRAROSSA , RICCO DI CAPPELLE GENTILIZIE IN STILE ECLETTICO , ALCUNE 

DELLE QUALI CON PREGEVOLI OPERE D'ARTE ( CAPPELLA TESTASECCA ) O SCAVATE NEGLI STESSI LOCALI DEL CASTELLO 

MEDIEVALE ( CAPPELLA MORILLO) . NEGLI STESSI ANNI IN CITTA' SI AFFERMO SULLA SCENA ARTISTICA LO SCULTORE 

MICHELE TRIPISCIANO CHE FECE DONO DELLE SUE OPERE ALLA COMUNITA NISSENA , TRA LE QUALI PRIMEGGIANO PER 

VISIBILITA' LA FONTANA DEL TRITONE IN PIAZZA GARIBALDI ( ASSEMBLATA DALL'ARCHITETTO AVERNA RIELABORANDO 

IL CALCO DELL'OPERA DI TRIPISCIANO ) E IL MONUMENTO A UMBERTO I , ENTRAMBI IN BRONZO . 

AL PRINCIPIO DEL XX SECOLO FU INNALZATO SUL MONTE SAN GIULIANO IL MONUNTO AL REDENTORE , PROGETTATO 

DAL GENIO DEL LIBERTY SICILIANO ERNESTO BASILE , ANCORA OGGI LUOGO DI DEVOZIONE E DI SVAGO PER I NISSENI 

CHE GODONO DA QUI DI UNA VISTA MOZZAFIATO SULLA SICILIA CENTRALE . 

I QUARTIERI DEL CENTRO STORICO DI CALTANISSETTA OFFRONO NON SOLO UNA TRAMA DI VINCOLI SUGGESTIVI , RICCHI 

DI EDICOLE VOTIVE , E DI PICCOLE PIAZZE4 SULLE QULI SI AFFACCIANO SPLENDIDE CHIESE , COME LA CHIESA

DI SAN GIUSEPPE E QUELLA DELLA PROVVIDENZA, ,A ANCHE UN MERCATO STORICO TRA I PIU' ANTICHI DI SICILIA : LA 

STRAT'A FOGLIA . 

LA CITTA' ODIERNA E' RICCA DI NUMEROSE TESTIMONIANZE DEL SUO VIVACE PASSATO , MA ANCHE DI INTERESSANTI 

ARCHITETTURE CONTEMPORANEE , SIA CIVILI CHE RELIGIOSE , E DI MOLTI LUOGHI CULTURALI COME LA BIBLIOTECA 

COMUNALE " SCARABELLI" CON IL SUO PREGIATO E RICCO PATRIMONIO LIBRARIO ( CIRCA CENTOCINQUANTAMILA TRA

MANOSCRITTI , PERGAMENE , LIBRI RARI , INCUNABOLI , CINQUECENTINE E TESTI DI VARIA NATURA ) , IL TEATRO COMUNALE 

REGINA MARGHERITA ( LA CUI INAUGURAZIONE E' NARRATA  , IN FORMA ROMANZATA NE " IL BIRRARIO DI PRESTON " 

DI ANDREA CAMMILLERI , SELLERIO 1995) E I MUSEI CHE ABBRACCIANO VARIE DISCIPLINE : IL MUSEO ARCHEOLOGICO 

REGIONALE , IL MUSEO DIOCESANO , IL MUSEO MINERALOGICO , PALEONTOLOGICO E DELLE ZOLFARE E IL MUSEO 

CIVICO TRIPISCIANO . 

LA CITTA' DI CALTANISSETTA SUA RICCA OFFERTA CULTURALE ASPETTANO SOLO DI ESSERE SCOPERTE. 


PER VISITE GUIDATE E ALTRO : 0934/586777 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 












Il Corteo della Via Dolorosa e la Resurrezione

Il mondo è a lutto, l'intera città piange la morte di Cristo che viene deposto nel suo sepolcro. Questa volta è la Madonna ad essere tentata ma la sua fede in Gesù le darà la possibilità di fugare ogni dubbio. Ma la sfolgorante luce della Resurrezione già si prepara e a breve le donne, la Maddalena e Maria vedranno il proprio Maestro risorto in carne ed ossa. La vita ha veramente sconfitto la morte. Testi a cura di "Associazione A.Te.Pa."

PER VISITE GUIDATE O ALTRO INFO : 0934/586777  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.





Venerdì Santo - Il Cristo Nero

La sera del Venerdì Santo a Caltanissetta è giorno di lutto e di silenzio.

Dal Signore della Città , un'antica chiesetta posta nel quartiere popolare di San Francesco, viene portato in processione un Crocifisso ligneo, probabilmente quattrocentesco, oggetto di venerazione e di culto da parte di tutta la cittadinanza, chiamato Cristo Nero, per il suo colore scuro.

La tradizione vuole che il Crocifisso sia stato ritrovato in una grotta all'interno dello stesso quartiere, da due fogliamari, raccoglitori di erbe selvatiche, e che la devozione nei suoi confronti si sia rapidamente diffusa tanto da farne "il Signore della città" . I fogliamari, coloro che principalmente hanno curato questa devozione, indossano una tunica viola e sono tutti a piedi scalzi in segno di penitenza, ma oggi appartengono a tutti gli strati sociali. Essi portano a spalla il tronetto di legno dorato a forma di corona in cui il Cristo Nero viene posto, mentre altri intonano le ladate, lamentazioni in arcaico dialetto siciliano, in cui una prima vuci si alterna ad una secunda vuci e ad un coro che mantiene una sola nota. Altri ancora portano cuscini di fiori da cui sale l'incenso.

Alla processione partecipa tutta la maestranza in abiti di lutto, con il suo capitano, il vescovo con tutto il clero, tutte le suore, i monaci, le confraternite, le congregazioni religiose, e il Cristo nero è seguito da una gran folla di persone, per la maggior parte a piedi scalzi per sciogliere un voto o per chiedere una grazia. E dappertutto dove la processione passa risuona il grido: "viva la Misericordia di Diu".

PER VISITE GUIDATE E ALTRO : 0934/586777  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.




Le Vare

La tradizione del Giovedì Santo nasce intorno al 1700 come devozione delle Congregazioni che portavano in processione delle barette chiamate i Misteri perchè si rifacevano appunto ai Misteri della Passione di Cristo. Con il tempo la processione ha subito cambiamenti ed evoluzioni sia nell'itinerario che nel numero e nella tipologia dei gruppi stessi. Il numero fu incrementato fino agli attuali sedici gruppi che raffigurano la via Crucis con l'inserimento dell'Addolorata e della Sacra Urna.

I gruppi attualmente portati in processione furono realizzati dai Biangardi padre e figlio, in legno e cartapesta, dietro l'incarico dei ceti di lavoratori nisseni come panettieri, zolfatai o dalle varie confraternite. Al tramonto del Giovedì le "vare" si ritrovano nella piazza centrale accompagnate da varie bande musicali provenienti da tutta la Sicilia, dopo essere state addobbate con fiori e frutti, segno di devozione delle corporazioni che le custodiscono.

La processione interessa tutte le vie del centro storico fino a notte inoltrata, quando cioè i gruppi sacri si ritrovano nuovamente in Piazza Garibaldi per dare poi l'ultima emozione ai fedeli cittadini con la "Spartenza", la separazione delle "vare" per le vie della Città scomparendo nel silenzio che accompagna i devoti al lutto del Venerdì Santo.


PER VISITE GUIDATE E ALTRO : 0934/586777 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


Le Varicedde

Il Mercoledì Santo, sull'imbrunire, le vie del centro sono percorse dalla processione delle Varicedde, i Piccoli Gruppi Sacri.

Sin dalla fine dell'Ottocento gruppi di ragazzi - i carusi delle miniere, gli apprendisti di bottega, i figli degli artigiani, gli studenti - diedero vita ad un corteo di piccoli gruppi che riproducevano in forma ridotta le Vare del Giovedì santo.

Si trattava di statuette di terracotta e creta, trasportate inizialmente su vassoi e poi su piccoli fercoli portati a spalla. Questi piccoli gruppi però erano di scarso valore artistico e soggetti a rotture e a deterioramento, tanto che la processione subì un certo declino sino al 1924 quando, a poco a poco, grazie alla devozione di Giovanni Lodico, riebbe una nuova vita. Furono scolpite nuove varicedde, che nel corso di tutto il secolo scorso sono aumentate di numero e sono state accuratamente tenute e restaurate dalle famiglie dei proprietari. Le varicedde oggi sono 19 e rappresentano i momenti più significativi della passione di Cristo.

Non sono e non si devono considerare una copia piccola delle grandi Vare del Giovedì Santo: alcune infatti hanno la stessa iconografia e riproducono le stesse scene, ma molte altre sono autonome e non trovano riscontro nelle Vare.

Inoltre esiste intorno a questi Piccoli Gruppi una devozione e un attaccamento particolare di molti nisseni, non più solo dei ragazzi, ma di gruppi e di famiglie intere che sono orgogliosi di seguire la propria varicedda, adornarla di fiori, illuminarla e curarla.


PER VISITE GUIDATE E ALTRO INFO : 0934/5867777 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.



Le origini della Processione della Maestranza

L'origine di questa processione, che si svolge nella mattina del Mercoledì santo, è molto antica e si può far risalire alla istituzione delle milizie urbane da parte del Vicerè di Sicilia Juan de Vega, nel 1551. Sino a quel momento la sorveglianza del territorio e la difesa dal "pericolo turco" era stata affidata esclusivamente alle truppe spagnole di stanza in Sicilia. Ma la necessità di inviare uomini e mezzi economici in America latina per la grande operazione di conquista, spinsero il governo spagnolo a formare un nuovo esercito: gli stessi siciliani, che continuavano a risiedere stabilmente sul territorio e a svolgere le proprie attività lavorative, a proprie spese si dovevano dotare di un'armatura, più o meno pesante e costosa a seconda delle facultà di ciascuno. A Caltanissetta, come in molte altre città siciliane la classe di cittadini che meglio rispondeva a questa esigenza era il ceto artigianale che a quel tempo era regolato in corporazioni d'arte secondo precise norme statutarie e che aveva al proprio interno una organizzazione. Naturalmente gli artigiani non avevano esperienza militare, ma in caso di invasione avrebbero combattuto con le unghie e con i denti per difendere le proprie case e le proprie famiglie. Vennero per questo istruiti da sergenti spagnoli e il comando era affidato ad un capitano d'arme scelto direttamente dal Vicerè e che aveva l'obbligo periodicamente di fare la"mustra" cioè fare una esercitazione militare per controllare e mantenere l'efficienza della milizia. Gli artigiani, le maestranze di Caltanissetta, furono destinati a formare la fanteria, chiamata la "milizia di pedi", divisi in piccheri ed archibugieri secondo l'armatura che portavano. Lo schieramento era preceduto dal capitano d'arme, da un sottufficiale, un tamburino chiamato "il tamburo di la milizia di pedi", e dalla bandiera della città. Nonostante che ripetutamente dalla Spagna arrivassero lettere di allarme, la milizia nissena non ebbero mai scontri con "l'inimico turco", e nel corso de1600 a poco a poco assunse sempre più la funzione di picchetto d'onore: ad esempio venne schierata nel 1643 armata di tutto punto con tamburo, bifari, cioè pifferi, e bandiera, per "fari la salve" durante la visita del Vicerè.

Questa funzione di picchetto d'onore veniva svolta anche durante le principali processioni religiose: è testimoniata infatti la presenza della "maestranza in armi" nella processione in onore del Patrono San Michele Arcangelo sin dalla prima metà del Seicento.

Questo corpo militare aveva un ruolo tutto particolare in occasione delle Quarantore, quaranta ore di adorazione eucaristica che si svolgevano tra la Domenica delle Palme e il Mercoledì Santo. Alla fine del periodo di adorazione il parroco usciva dalla Chiesa Madre con il Santissimo e benediceva la folla presente sulla piazza, mentre gli archibugieri della Maestranza sparavano a salve. Negli anni successivi si venne consolidando la tradizione sino ad assumere le forme che oggi conosciamo. Nella seconda metà del 700, la Processione aveva esattamente le stesse caratteristiche che oggi conosciamo, con la sola differenza che gli artigiani marciavano armati. Nel 1806 Ferdinando di Borbone che qualche anno dopo avrebbe preso il titolo di I Re delle Due Sicilie, in visita alla città, vide sfilare la Maestranza e le attribuì il titolo di "Real Maestranza".

Nel 1848 però i militi della Real Maestranza partecipano ai moti rivoluzionari contro i Borboni. Nella ventata reazionaria che seguì la fine dei moti carbonari, fu proibito l'uso delle armi, sostituite in processione dai ceri, e vennero confiscate le Bandiere di guerra, sostituite con bandiere bianche con immagine del santo protettore.

In quella occasione la Maestranza perse la sua connotazione di organizzazione militare, per somigliare sempre di più ad una confraternita religiosa.

La processione moderna

I maestri d'arte non avevano una divisa militare e quando si recavano a fare il picchetto d'onore per una processione o per una visita importante indossavano i loro abiti buoni della domenica, spesso lo stesso vestito scuro che avevano indossato il giorno del loro matrimonio. Per questo motivo oggi tutti i componenti della maestranza indossano lo smoking nero. La processione è caratterizzata da momenti diversi. In un primo momento il capitano riceve dal sindaco le chiavi della città. È un gesto simbolico, introdotto alla fine del secolo scorso per ricordare il potere che il capitano godeva nei secoli passati. Poi tutti gli uomini della maestranza si recano presso l'atrio dell'ex collegio dei gesuiti, oggi Biblioteca Scarabelli, dove il capitano prende in consegna un Crocifisso velato di nero e con esso si avvia in forma solenne verso la Cattedrale, seguito dalle dieci corporazioni in schieramento militare.

Tutti gli uomini hanno guanti, calze e cravattini neri; le bandiere sono abbrunate e sono chinate verso terra; i ceri sono adorni di nastri neri; i tamburi segnano il passo. La processione ha un carattere fortemente penitenziale. Giunti all'interno della Cattedrale tutti i segni di lutto vengono tolti, svelato il Crocifisso, cambiati i cravattini e i guanti, sciolte le bandiere e tolti tutti i nastri neri. Il Capitano si cambia anche le calze al ginocchio e indossa le calze bianche.

PER VISITE GUIDATE E ALTRO INFO: 0934/586777 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

l corteo romano e il Pretorio

La rappresentazione si svolge il Martedì Santo.

Gesù è portato da Pilato durante un corteo che si snoda per le strade del centro storico. Attori e figuranti, una biga romana e cavalieri a cavallo, raggiungono la gradinata S. Pellico dove sarà rappresentato il Pretorio. Da sempre, il momento della flagellazione di Gesù suscita molta commozione mentre la restituzione del denaro ai Sacerdoti da parte di Giuda, e il rinnegamento di Pietro ci fanno comprendere e vivere in prima persona la sofferenza di Gesù nell'essere abbandonato dagli amici e da tutti coloro di cui si fidava.

La Via Crucis e la Scinnenza

Gesù con la pesante croce si avvia al luogo della crocifissione. Durante il suo percorso incontrerà le pie donne, la Madre, il Cireneo.

Sulla gradinata A. Lopiano invece, la scena della crocifissione, la sua deposizione e la pietà della Madonna rappresentano il momento più triste del dramma.

PER VISITE GUIDATE O ALTRO INFO : 0934/586777 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


Ingresso a Gerusalemme e Ultima Cena

La rappresentazione si svolge il Lunedì Santo. Gesù, accompagnato dai suoi Discepoli e da una folla festante arriva a Gerusalemme. In una scenografia naturale di silenzio e contemplazione che solo la nostra Cattedrale può regalare, Gesù si appresta a consumare l'ultima cena di Pasqua della sua vita terrena, gli attori rivivono i momenti e i simboli di un Seder ebraico. I bambini e gli apostoli, canteranno una Haggadah di Pasqua, mentre Giuda in un avvincente monologo spiega le ragioni del suo tradimento.


PER VISITE  GUIDATE A ALTRO : 0934/586777 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 


Processione Gesù Nazareno

La processione di Gesù Nazareno affonda le sue radici verso la fine del 1800, anche se le origini, seppure sotto altra forma di processione risalgono a circa 400 anni fa.
In quel periodo presso la Chiesa del Collegio (S. Agata) di Caltanissetta utilizzata dai Gesuiti, si istituirono quattro congregazioni religiose:Sant'Ignazio, Purifricazione di Maria Santissima detta anche della Candelora, San Luigi e della Santa Vergine Bambina detta del popolo. Sarà proprio quest'ultima a dare, in seguito avvio alla processione della Domenica delle Palme.
Tali congregazioni, oltre ad assolvere a una serie di compiti nel campo del sociale e dell'insegnamento della dottrina, avevano il dovere di occuparsi del mantenimento del culto verso il proprio Santo protettore, in particolar modo nel giorno a Lui dedicato. La congregazione della SS. Bambina, l'8 settembre di ogni anno (giorno in cui ricorreva la festa della natività di Maria Vergine), secondo un'antica usanza, indossava il tradizionale abitino celeste e partecipava alla celebrazione eucarestica.
Alla fine della celebrazione la congregazione portava in processione all'interno della stessa Chiesa una piccola statua della Vergine in fasce, preceduta dalla bandiera della congregazione.
Nel 1860, con l'espulsione dei Gesuiti da Caltanissetta, le Congregazioni furono sciolte con decreto del sovrano. Anche la Congregazione della SS. Bambina fu, pertanto, sciolta, sebbene la stessa continuò ad effettuare la processione dell'8 settembre fino alla prima metà del secolo scorso.
Tra le altre manifestazioni di cui si occupava al Congregazione della SS.Bambina, la più attesa era quella del Giovedì Santo, giorno in cui veniva condotto in corteo il simulacro della seconda caduta di Cristo o dell'incontro di Gesù con la Madre, definita dal popolo, come la "vara di li cungriganti di lu Collegio." Un'ultima consuetudine della Congregazione, riguardante più da vicino la processione di Gesù Nazareno, era l'ora di adorazione che aveva luogo a partire dalla Domenica delle Palme pomeriggio, fino alle undici del mercoledì Santo. La congregazione della SS. Bambina, muovendosi dal Collegio, preceduta dal suono incessante dei tamburi, si dirigeva verso la Cattedrale, dove si raccoglieva in preghiera dinanzi al SS Sacramento.
In questo corteo, i confratelli, trasportavano a spalla un'urna di fiori, che il popolo chiamava "u sepulcru di sciuri", su cui era depositato il corpo di Cristo.
A conclusione dell'Adorazione ai fedeli erano rimesse le proprie colpe e veniva impartita loro la Benedizione a cura di S.E. il Vescovo.
Nel 1866, con la citata soppressione degli ordini religiosi decretata dal re Vittorio Emanuele II, l'allora Vescovo di Caltanissetta Mons. Giovanni Guttadauro, non concesse più il permesso alla superstite congregazione della SS. Bambina di entrare in Chiesa, la Domenica delle Palme, per l'adorazione, poichè l'arrivo coincideva con il sermone che il quaresimalista svolgeva sul sagrato della stessa Chiesa.
Alla luce di tale divieto, la congregazione per mantenere la tradizione, decise di trasportare il sepolcro per le vie delle città, almeno fino al 1869.
Essendo cambiato il significato della processione, molti osservarono che appariva inopportuna una processione con il Cristo morto, nella giornata in cui, invece, si ricordava l'ingresso trionfale nella città santa. Si decise, allora, di portare in processione una statua del Cristo Benedicente; la soluzione più immediata e, soprattutto economica fu quella utilizzare una delle sculture impagliate utilizzate nei venerdì di quaresima per rappresentare la passione e morte di Gesù Cristo.

A partire dal 1870, quindi, la scultura, sistemata su un trono di fiori, sostituì definitivamente il cataletto con il Cristo morto, sebbene per molto tempo il popolo continuava a chiamare la processione della Domenica delle Palme "a processioni di lu sepulcru di sciuri".

È questa, quindi, la data che segna l'introduzione dell'effige di "Gesù Nazareno" e della processione che con vari aggiustamenti nel corso degli anni è arrivata sino ai giorni nostri.

Agli inizi del 1900 la confraternita della SS. Bambina fu soppiantata da un nuovo comitato formato dalle famiglie Giordano, Miraglia, Giammusso, Cortese, Falduzza, Antinoro e Costa; nel 1989 alcune di queste famiglie fondarono l'attuale Associazione Gesù Nazareno che si propone come scopo principale l'effettuazione, la Domenica delle Palme della Processione di Gesù Nazareno.

PER VISITE GUIDATE E ALTRO INFO : 0934/586777 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

La Settimana Santa a Caltanissetta

Non si può dire di aver conosciuto la Sicilia se non si partecipa almeno una volta ai suggestivi riti della Settimana Santa che vengono celebrati in varie zone dell'Isola.

A Caltanissetta tutta la Settimana viene vissuta con una intensità particolare, scandendo ogni giorno con un momento di partecipazione corale alle processioni religiose.

Nel pomeriggio della domenica delle Palme il centro della città è attraversato dalla processione di Gesù Nazareno: il simulacro posto su una barca interamente ricoperta di fiori, ricorda l'ingresso di Gesù a Gerusalemme. Il Lunedì e il Martedì precedenti la Pasqua si svolgono nelle vie cittadine le rappresentazioni sacre dell'Ultima Cena e della Passione di Gesù, chiamata in dialetto Scinnenza. Il Mercoledì Santo di mattina vi è la solenne e famosa processione della Real Maestranza che si svolge dal 1500: tutte le categorie artigianali realmente operanti sul territorio, che anticamente costituivano la milizia urbana della città feudale, guidate dal loro capitano - che riceve simbolicamente le chiavi della città - sfilano con le bandiere, per rendere onore al Santissimo Sacramento, portato in processione dal Vescovo. Nel pomeriggio dello stesso giorno vi è la processione delle Varicedde, 19 piccoli simulacri, che una volta erano portate a spalla dai lavoranti e ragazzi di bottega. Il Giovedì Santo le strade del centro vedono una grandissima animazione: sfilano in Processione i 16 Gruppi Sacri chiamati Vare che rappresentano, in certo qual modo, le stazioni della Via Crucis. Le Vare, opera per la maggior parte dei Biangardi, scultori napoletani della seconda metà dell'Ottocento, sono maestose in quanto accolgono ciascuna diversi personaggi in grandezza naturale. Tutte sono accompagnate da una banda e tutte le sedici bande suonano contemporaneamente durante il percorso. Ogni Vara, decorata di luci e di fiori, è accompagnata da un corteo di devoti, dal ceto dei proprietari, da portatori di candele e di fiaccole. È una processione molto amata dalla città e che attrae moltissimi turisti, tanto che la folla fa ala sino a notte tarda, lungo tutto il percorso. Pur avendo origini settecentesche la processione ha assunto la forma attuale negli anni del grande sviluppo dell'attività zolfifera.

Proprio negli anni dei più gravi disastri minerari, la pietà popolare degli zolfatari si concretizzò infatti con la commissione ai Biangardi di alcune delle sedici Vare: la "Veronica" nel 1883 e la "Flagellazione" nel 1888 con il danaro raccolto dagli operai scampati al disastro della miniera di Gessolungo, la "Scinnenza" commissionata nel 1885 dagli zolfatai della miniera Tumminelli, il "Sinedrio" per gli uomini della zolfara Testasecca nel 1886, la "Condanna" costruita su richiesta dell'amministrazione della miniera Trabonella nel 1902. L'ultima, la sedicesima vara, è l'"Addolorata", simbolo di tutte le donne - madri, mogli sorelle e figlie - che piangono i propri uomini morti nelle gallerie maledette.

Il Venerdì Santo, giorno di dolore e di lutto, la città assiste compostamente alla processione del Cristo Nero, un piccolo crocifisso ligneo del XV secolo, oggetto di grande venerazione da parte dei nisseni che gli hanno dato il titolo di Signore della città. La processione è accompagnata dai ladanti, un gruppo di uomini scalzi, vestiti di una tunica viola, che cantano in un antico dialetto quasi incomprensibile la triste vicenda della morte di Cristo sulla Croce. Fino a qualche anno fa il gruppo dei ladanti era costituito dai fogliamari, i raccoglitori di verdure selvatiche, i più poveri tra i poveri che si tramandavano oralmente questa antica tradizione. Oggi la devozione si è allargata e tanti nisseni, di tutti i ceti sociali entrano a far parte del gruppo dei ladanti.

Dopo il giorno di silenzio del Sabato Santo, la Domenica di Pasqua le campane si sciolgono, il Capitano della Maestranza restituisce le chiavi della città al sindaco e tutti insieme assistono al pontificale solenne in Cattedrale.

Prof.ssa Rosanna Zaffuto Rovello


PER PACCHETTI TURISTICI VISITE GUIDATE E ALTRO INFO : 0934/586777 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

TRATTE DALLA SICILIA PIU' TUTTE LE REGIONI ITALIANE

PACCHETTI TURISTICI NATALE A CALTANISSETTA

PARCHI E WESTERN LIFE

SHARM - NATALE .- CAPODANNO - EPIFANIA

ASSOLUTA NOVITA'

UN'ESPERIENZA PARTICOLARE

PER GLI AMANTI DELLE METE LONTANE

LA NATURA PIU' AFFASCINANTE D'EUROPA

IN ITALIA, IN EUROPA E...NEL MONDO

SCOPRI LE MOLTEPLICI PROPOSTE 

LA MAGIA DI SCOPRIRE IL MONDO 

TURISMO SOSTENIBILE 


VIAGGIO DI 13 GIORNI/ 10NOTTI


VIAGGIO DI 12 GIORNI / 9 NOTTI

   

STAGIONE 2013

 

Tipologia : viaggio culturale naturalistico per esplorare il Nord del Cile con il deserto di Atacama e i vulcani delle Ande.
Durata
: 12 giorni / 9 notti


Codice : CHTC1201
Partenze individuali : minimo 2 persone
Partenze di gruppo : vedi date a fondo pagina.
Stagionalità : tutto l’anno.

 

 

Introduzione : Un viaggio per conoscere l’antica cultura cilena e le scoprire la bellezza della selvaggia natura del Nord. Dalla brulicante vita di Santiago del Chile alla valli dove si produce un vino conosciuto in tutto il Mondo. E poi il deserto di Atacama, i geiser e le albe… tra i più preziosi ricordi, che si porteranno nel cuore dopo questo viaggio.


1° giorno : Italia – Volo
Partenza dall’Italia con volo di linea.
Pasti : -/-/-

2° giorno : Arrivo a Santiago del Chile
Ricevimento all’aeroporto di Santiago e trasferimento in hotel. Nel pomeriggio visita della città di Santiago, camminata per il centro della città visitando la cattedrale, la strada pedonale, il Palazzo del Governo “La Moneda” (da fuori). Proseguimento in veicolo per i principali viali della parte antica della città, attraversando il quartiere Bohem di Bellavista per arrivare al Cerro San Cristobal, da dove si potrà godere di una magnifica vista panoramica di Santiago e della Cordigliera delle Ande. 
Cena e pernottamento in hotel.
Pasti : -/-/C

3° giorno : Santiago – Viña del Mar – Valparaíso – Santiago
Prima colazione a buffet in hotel. In mattinata partenza verso la costa attraversando le valli di Curacaví e Casablanca. Quest’ultimo conosciuto per il successo avuto nella produzione di vini bianchi di alta qualità. Il tour proseguirà fino alla costa per la visita di Playa Las Salinas, Reñaca e la città di Viña del Mar, conosciuta come la Città Giardino per i bei parchi e le decorazioni floreali. Visita dell’edificio del Casino Municipal e il tradizionale viale Costanera. Proseguimento per Valparaiso, città del secolo XVI, ubicata in mezzo ai colli da dove si accede per stradine, scale e ascensori (funicolari), dichiarata dall’UNESCO patrimonio mondiale dell’Umanità, grazie alla sua eclettica e particolare architettura e sviluppo urbano. Rientro a Santiago in serata. Cena e pernottamento in hotel.
Pasti : C/-/C

4° giorno : Santiago – Volo - Arica - Putre
Prima colazione in hotel. Trasferimento in aeroporto e partenza con volo per Arica. Ricevimento nell’aeroporto di Chacalluta e trasferimento in hotel. Successivamente visita della città di Arica, conosciuta come la città “dell’eterna Primavera” per il suo gradevole clima, visita delle spiagge Chincorro e lisera, del pittoresco molo di pescatori che attira pellicani e leoni marini, della Cattedrale San Marcos, La Casa della Cultura entrambe disegnate da Gustavo Eiffel. In seguito salita al Morro storico da dove si potrà godere di un meraviglioso paesaggio di tutta la città e della costa. Pranzoa pic-nic in corso di escursione. Proseguimento per Putre situata a 145 Km e a 3500 metri sul livello del mare. Durante il percorso si potranno ammirare i geroglifici della valle di Lluta, dei cactus candelabro nella Quebrada de Cardones e tempo a disposizione per una breve camminata nel Pukara de Copaquilla. Cena e pernottamento in hotel.
Pasti : C/P*/C

5° giorno : Putre – Arica
Prima colazione in hotel. Intera giornata di escursione al Parco Nazionale di Lauca, dichiarato dall’UNESCO Riserva Mondiale della Biosfera. Ricco di una spettacolare fauna e flora tipica dell’altipiano andino, vicuñas, llamas e alpaca, nelle piccole lagune fenicotteri e numerose specie di uccelli andini e con un po’ di fortuna si potranno vedere  ñandu e condor. Proseguimento per Parinacota, dichiarato Monumento Nazionale, dove è presente una chiesa costruita in tipico stile Andino, utilizzando mattoni di “adobe” e di pietra e il tetto di paglia, con il campanile separato dal resto dell’edificio. Si prosegue per il Lago Chungara, il più alto del mondo a 4.500 metri d’altezza, circondato dai vulcani gemelli Parinacota (6.330) e Pomaire (6.240). Pranzo pic-nic sulla sponda del lago. Rientro ad Arica con possibilità di sosta alle terme di Jurasi. Cena e pernottamento in hotel.
Pasti : C/P*/C

6° giorno : Arica – Iquique
Prima colazione in hotel. In mattinata partenza per Iquique a circa 300 Km a sud, attraversando parte del deserto fino ad arrivare alla Riserva Nazionale Pampa del Tamarugal, dove l’arido paesaggio si trasforma in boschi di Tamarugos, alberi che si sono adattati al terreno secco e salino. Sosta al “cerro Unita”  per la visita del “Gigante di Atacama” figura antropomorfa più grande del mondo con i suoi 86 metri d’altezza e che rappresenta un “capo” Tiwanaku. Proseguimento per le Officine di salnitro di Humberstone e Santa Laura, dichiarate dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanita. Nel secolo passato, questa zona ebbe un epoca di notevole sviluppo per la produzione di salnitro che veniva esportato in Europa e Stati Uniti. Durante la visita si potranno osservare gli edifici adibiti ad abitazioni, il mercato, il teatro, la chiesa, la piscina, e la zona della dei macchinari. Pranzo al sacco in corso di escursione. Arrivo ad Iquique e sistemazione in hotel. Cena e pernottamento in hotel.
Pasti : C/P*/C

7° giorno : Iquique – Volo - Calama - San Pedro de Atacama
Prima colazione in hotel. Mattinata dedicata alla visita della città: il casino Español in stile moresco e con un impressionante decorazione interna, la Plaza Prat con la Torre del Reloj e del Teatro Municipale del 1889, camminata per la Calle Baquedano caratterizzata da molti edifici in stile “Revival Greek”, costruiti durante l’epoca della fiorente industria di salnitro. Visita del Museo Regional che ospita un interessante mostra archeologica e di oggetti appartenenti all’epoca dell’industria del salnitro; del Palazzo Astoresca, costruito nel 1904, oggi Centro culturale con pitture, arredamento originale arrivato dall’Europa e una mostra etnografica e una bizzarra collezione di conchiglie marine raccolte in tutto il mondo. Proseguimento per il Museo Navale che raccoglie una collezione di oggetti e documenti risalenti al Combattimento Navale di Iquique e di Punta Gruesa. Pomeriggio a disposizione per un’eventuale visita del “Zofri”, la zona franca di Iquique o per visite facoltative. In serata trasferimento in aeroporto e partenza con volo di linea per Calama. Ricevimento in aeroporto e trasferimento a San Pedro de Atacama. Cena in ristorante locale e pernottamento in hotel.
Pasti : C/-/C

8° giorno : San Pedro de Atacama - Salar de Atacama –Toconao – Lagunas Altiplanicas - San Pedro de Atacama
Prima colazione in hotel. Giornata di visita alle lagune Miñiques e Miscanti, due piccoli laghi d’altura nella Reserva Nacional de los Flamencos. Si percorrono circa 350 km e si sale a circa 4.500 metri sul livello del mare. Sosta al villaggio di Socaire, caratterizzato dalla presenza di una piccola chiesa di epoca coloniale. Rientro a San Pedro previsto per il pomeriggio. Sosta per la visita di Toconao, un piccolo “pueblo” coloniale interamente costruito in “liparite”. Proseguimento verso il Salar de Atacama, distesa di sale di rara bellezza che si estende per circa 300.000 ettari con una larghezza di 100 chilometri. All’interno del Salar si ammira la Laguna Chaxa, habitat dei fenicotteri rosa. Rientro in hotel a San Pedro de Atacama. Pranzo in ristorante locale. Pernottamento in hotel.
Pasti : C/P/-

9° giorno : San Pedro de Atacama – Geisers del Tatio – Valle della Luna - San Pedro de Atacama
Partenza prima dell’alba (4.00 del mattino) per i Geiser del Tatio. Arrivo e visita guidata del campo geotermale e per osservare le imponenti fumarole che raggiungono il loro massimo splendore prima dell’alba. Colazione di fronte ai Geiser e rientro a San Pedro de Atacama. Lungo il percorso verso San Pedro si godrà di una spettacolare vista dei Vulcani Tocorpuri e Sairecahur. Nel tardo pomeriggio visita della cordigliera del sale, la valle di Marte (chiamata anche valle della morte) e la Valle della Luna da dove si potrà godere di un meraviglioso tramonto sul deserto di Atacama. Rientro a San Pedro de Atacama. Cena in ristorante locale e pernottamento in hotel.
Pasti : C/-/C

10° giorno : San Pedro de Atacama – Calama – Volo - Santiago del Chile
Dopo la prima colazione trasferimento all’aeroporto di Calama e volo per Santiago. Ricevimento in aeroporto e trasferimento in hotel. Cena e pernottamento in hotel.
Pasti : C/-/C

11° giorno : Santiago del Chile – Partenza – Volo
Prima colazione in hotel. Trasferimento in aeroporto in tempo utile per l’imbarco sul volo internazionale o proseguimento del viaggio con l’estensione scelta.
Pasti : C/-/-

12° giorno : Italia
Arrivo previsto in mattinata.
Pasti : -/-/-

 

 

 

 

Sistemazioni alberghiere

- I prezzi indicati si intendono per persona.
- Cambio : una variazione del +/- 3%  del tasso di cambio potrebbe portare ad un ritocco delle quote.
- Si applicano le condizioni del contratto di viaggio che si trovano sul sito
www.nbts.it nella sezione FAQ.
- I prezzi di tasse e imposte non dipendono dalla nostra volontà e possono cambiare senza preavviso.

La quota include:
- Pernottamento negli hotel indicati, in camera doppia
- Tutti i trasferimenti come da programma
- Volo interno Iquique - Calama
- Volo interno Santiago – Arica
- Volo interno Calama – Santiago
- Guida in italiano
- Entrate ai siti menzionati 
- Pasti come da programma

La quota non include:
- Voli internazionali e tasse aeroportuali, a partire da 1.200 euro
- Tassa uscita dal Cile (se già non incluse nel biglietti aereo) 
- Pranzi non menzionati
- Bevande
- Mance
- Extra personali
- Quota gestione pratica, include assicurazione annullamento
- Quanto non indicato alla voce "la quota include"

Supplementi:
- Camera singola, su richiesta
- 1/2 giornata di escursione facoltativa a Pintados (7° giorno), su richiesta

 

 

 

Cat.     Hotel previsti o similari          Località                       Notti

4*        Torremayor                              Santiago del Chile          3
3*        Hotel Q’ Antati                           Putre                            1
3*        Hotel Arica (sdt room)               Arica                            1
4*        Spark Hotel                               Iquique                         1
3*        Casa de Don Tomàs                  San Pedro de Atacama   3


Categoria superiore

Cat.     Hotel previsti o similari          Località                       Notti

4*        Hotel Regal Pacific                     Santiago del Chile          3
3*        Hotel Q’ Antati                           Putre                            1
4*        Hotel Arica (sup room)               Arica                            1
4*        Spark Hotel                               Iquique                         1
3*        Kimal Hotel                               San Pedro de Atacama   3

 

Info e prenotazioni 0934/586777  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.    facebook chatal tour 


Partenze ogni domenica da Roma 14 notti/16 giorni.

 

www.chataltour.itCorso Sicilia, 14 - San Cataldo (CL)  -  Tel./Fax. +39 0934 586777  - e-mail:  info@chataltour.it - pec: chataltour@winpec.it - P.IVA  01314030857